In Lombardia, dopo la fase di maltempo che si è verificata giovedì 19, e che ha portato nevicate a quote abbastanza basse, persino abbondantissime sulle Prealpi ma anche in area alpina, le condizioni atmosferiche sono repentinamente cambiate. Infatti, nella giornata di ieri, venerdì, si è avuto del vento che scendeva dalle Alpi, chiamato favonio: questo ha innalzato sensibilmente le temperature, tanto che in pianura si sono raggiunti valori fino a 19 °C.
Nella giornata di oggi, sabato 21, le condizioni atmosferiche sono ancora buone, ma la temperatura massima è sensibilmente diminuita: a stento si raggiungono, in qualche località, i 14–15 °C. Inoltre, durante la notte la temperatura è scesa piuttosto verso il basso, con valori diffusamente sotto i 5 °C, poggiandosi a quasi 0 °C in pianura. Non si è comunque avuta una gelata notturna: al massimo qualche brinata.
Nelle aree prealpine, a circa 800 m, la neve si sta fondendo rapidamente; resiste lì e nei lati in ombra. D’altronde ne sono caduti circa 30 cm, ma questa è una neve che potremmo definire primaverile, perché effettivamente le condizioni meteorologiche attuali sono davvero da primavera in Lombardia: una primavera precocissima, se vogliamo, dovuta all’espansione esplosiva di un’area di alta pressione che ha determinato un repentino miglioramento dopo quel peggioramento improvviso, tra l’altro previsto e, comunque, direi il più importante della stagione invernale.
A questo punto c’è da chiedersi quanto persisterà l’area di alta pressione. Or bene, i modelli matematici dicono addirittura più o meno due settimane; tuttavia, osserviamo da altri dati — a parte i valori della pressione atmosferica al suolo — che potrebbe esserci ben presto dell’instabilità atmosferica, la quale si potrebbe tradurre in piovaschi e in addensamenti nuvolosi. Insomma, il bel tempo e il cielo sereno, soprattutto in pianura, mi sa che tendono ad affievolirsi: le nubi tendono a tornare ben presto e si potrebbero verificare anche delle piogge. Ovviamente, in montagna, a quota più alta, ci saranno delle nevicate, ma su questo non possiamo, al momento, darvi una quota neve: siamo davvero in una fase molto incerta.
Possiamo solo dire che le temperature saranno sensibilmente superiori alla media per tutta la fine del mese di febbraio, fattore estremamente pericoloso, direi anomalo, perché questo annuncia ben presto — non appena avremo dell’instabilità atmosferica di una certa rilevanza — i temporali. Sì, la stagione dei temporali è ormai dietro l’angolo: molto spesso iniziava in marzo, e quindi dobbiamo aspettarla da un momento all’altro, non appena però ci sarà dell’instabilità. Ma questa farà fatica ad aggiungere terreno; qualcosa, verso i primi di marzo, sembrerebbe palesarsi. Siamo sempre in una fase, comunque, di incertezza, lo ripeto: assolutamente con un eccesso di presenza di alta pressione.
Le previsioni a lungo termine, oltre il quinto giorno, sono soggette a repentini cambiamenti, un po’ come è avvenuto con questo improvviso anticiclone che ci ha interessato in questi giorni: un anticiclone giunto, come ho detto, in modo esplosivo, perché non era nelle attese e che sta determinando questo miglioramento del tempo. Proseguendo nei prossimi giorni, al momento possiamo solo dire che la temperatura si stabilizzerà su valori più o meno come quelli attuali e che le temperature minime, con la nuvolosità in aumento, cominceranno nuovamente a salire. Tutto sommato, l’inverno sembrerà finito.
Ecco, però iniziano a esserci dei dubbi: osservando in particolare i dati del Centro Meteo Europeo, che mostrano le proiezioni a lunghissimo termine, si vede un cambiamento nel corso di aprile. Già alla fine della prima decade, le temperature dovrebbero scendere e andare sotto la media in tutta la Lombardia, e dovrebbero ritornare anche le precipitazioni. A questo punto, se precipitazioni ci saranno e con un calo della temperatura e valori sotto la media, secondo queste proiezioni a così lunghissimo termine, in montagna tornerà la neve: ormai è neve di primavera.
Quindi posso comunque dire che, con questo anticiclone, stiamo lasciando l’inverno e che quello che ci sarà in futuro non sarà altro che colpi di coda della stagione invernale: eventi meteo del tutto normali che, purtroppo, creano anche parecchio disturbo e fastidio, anche perché, se avverranno in aprile dopo la metà del mese, ciò ci troverà con i termosifoni spenti. E sì: il clima è così cambiato in Lombardia che ormai non ci sono più le stagioni di una volta. Anche quest’anno non abbiamo avuto una neve in pianura.
L’ennesimo anno: ormai manca dal 28 dicembre 2000, quando si ebbe quell’abbondante nevicata e poi niente. Quest’anno avremmo potuto vederla, la neve, perché c’erano le occasioni: la temperatura era scesa decisamente sottozero, ma sono mancate le precipitazioni perché eravamo inglobati in un’area di alta pressione. Poi, quando le precipitazioni sono giunte, quel cuscinetto di aria fredda che si stava materializzando si è praticamente dissolto e, in Lombardia, in pianura, non è nevicato.
La neve ormai fa parte di una rarità incredibile, di quelle situazioni meteorologiche rarissime, tanto che i più giovani ormai non la conoscono più. Bisogna andare indietro davvero molto nel tempo per ricordare com’erano gli inverni: direi che bisogna andare a ritroso dal 2013 in giù per trovare stagioni invernali con delle nevicate. Infatti, l’inverno 2012–2013 è stato l’ultimo inverno con tanta neve, tantissima, anche se con temperature tutto sommato non molto basse: però nevicò tanto. Poi ci fu l’ondata di freddo nel 2012, con grandi gelate, mentre l’ondata di gelo del 2018, avvenuta a fine febbraio, ha portato poca neve in Lombardia.
Quando ormai le temperature erano in salita, è giunta questa perturbazione e niente: non c’è stata la “magia” della nevicata. In seguito ci sono stati eventi poco significativi, delle spruzzate di neve con temperature non ideali per l’attecchimento, quantomeno in aree urbane: così, un po’ di neve magari nelle campagne, parlando di pianura, ma di certo non le nevicate che si verificavano nel passato. Il lasso di tempo in cui questo evento ormai non si manifesta è molto ampio e tende a marchiare il clima, perché sapete: il clima viene definito su un trentennio e noi siamo a metà corsa, sì, quasi a metà corsa di quel trentennio, per delineare com’è, anzi, il clima della Lombardia, con eventuali e occasionali sporadiche nevicate in pianura, e non di certo con medie volumetriche come invece vi erano nel passato, che, seppur non rilevantissime, però c’erano.
Va anche detto che la Lombardia, durante la stagione fredda, ha il picco minimo di precipitazioni: anche questo aspetto va tenuto in conto. Comunque, l’inverno, ribadisco, lo stiamo congedando grazie all’alta pressione e soprattutto all’aumento di temperatura che sembra essere persistente nel tempo.
Però, per concludere, occhio ai colpi di coda invernali, perché questi rischiano seriamente di esserci, dato che a nord delle Alpi, poi in Scandinavia e nell’Europa orientale, il freddo è molto intenso, addirittura siderale: ci sono anche ampie aree di mare ancora ghiacciato. E allora, anche se quest’alta pressione sarà duratura, potremmo avere queste botte fredde improvvise, peraltro non facilmente prevedibili in un arco di due settimane di validità dei bollettini meteo. Perciò occhio a controllare gli aggiornamenti che seguiranno, perché potrebbero esserci improvvise virate del meteo verso un cambiamento che, al momento, non riusciamo a mettere a punto.









