
Le condizioni meteo in Lombardia sono contraddistinte dalla presenza di una forte area di alta pressione, che sta iniziando a portare un cambiamento del tempo. In pianura, infatti, si stanno formando dense nebbie.
Improvvisamente la nebbia è giunta su Milano, anche se non in forma particolarmente fitta. È comunque un segnale piuttosto eloquente: l’aria viene schiacciata verso il basso dal fortissimo anticiclone e, poiché siamo ancora in inverno, l’umidità si condensa in vapore acqueo e forma la nebbia, che potrebbe diventare ancora più densa soprattutto nelle ore notturne.
Questo cambiamento ha effettivamente un po’ stupito, perché non era atteso. Di solito, con un anticiclone nordafricano non si verifica la nebbia: l’aria rimane piuttosto secca, soprattutto in quota, dove le temperature sono davvero elevate. Pensate che ai Piani di Bobbio, questo pomeriggio, a 1800 metri sul livello del mare, la temperatura si avvicinava ai 10°C.
Vediamo ora l’evoluzione e che cosa succederà. Siamo interessati, come dicevo, dall’alta pressione: si tratta di un anticiclone nordafricano e, come sappiamo, questi anticicloni sono piuttosto duraturi e determinano un innalzamento marcato dello zero termico. Ne abbiamo già parlato a proposito dei Piani di Bobbio, che stanno registrando un aumento sensibile dello zero termico.
L’alta pressione tenderà comunque a perdere vigore in quota nel corso di questo fine settimana. La settimana prossima inizierà ancora con l’alta pressione, ma questa dovrebbe essere disturbata al suolo. In Lombardia, tuttavia, sembrerebbe che succederà ben poco: non sono attese precipitazioni di rilievo, se non forse, a seconda del modello matematico, qualche pioggia tra martedì e soprattutto mercoledì.
A questo punto è lecito attendersi un aumento della nuvolosità, legata proprio all’alta pressione che concentra nei medi e bassi strati dell’atmosfera molta umidità. Non si intravede un vero e proprio transito perturbato: anche il modello che indica possibili precipitazioni mostra un contesto ancora dominato dall’alta pressione, anche in quota.
Il modello matematico americano, però, prospetta un disturbo tra martedì e mercoledì, con possibili nevicate verso il crinale alpino. Attenzione: in questo caso si avrebbe anche un abbassamento delle temperature. Se venisse confermata questa configurazione sinottica, correnti nord-orientali trasporterebbero aria fredda dall’est europeo, determinando un calo termico tra martedì, mercoledì e giovedì. Sulle zone alpine e prealpine il raffreddamento si sentirebbe di più, meno in pianura, dove comunque la maggiore nuvolosità contribuirebbe a contenere le temperature massime.
Questo contenimento è già in atto. Oggi pomeriggio si è notato con l’improvviso banco di nebbia giunto su alcune aree lombarde di pianura, dove le temperature risultano più basse rispetto alle aree prealpine. Faccio un esempio: sono le ore 16:45 mentre scrivo, a Milano ci sono circa 11°C, a Barzio addirittura 14°C. È l’effetto dell’alta pressione.
Un’alta pressione che si è rafforzata improvvisamente, quando in realtà l’evoluzione atmosferica avrebbe dovuto essere diversa. Ci troviamo invece di fronte, ancora una volta, a una configurazione anticiclonica che rischia di favorire instabilità nel mese di marzo. Fa parte di un ciclo meteorologico caratterizzato da anomalie climatiche, che potrebbero presentarsi in modo più marcato proprio a marzo, mese di forti contrasti termici.
Le previsioni meteo a lungo termine prospettano un cambiamento proprio a ridosso di martedì e mercoledì, come accennato. È però molto difficile definirne i dettagli, perché i due principali modelli matematici non sono concordi. Siamo ancora distanti circa una settimana dal possibile evento e servono ulteriori dati. Potrebbe scendere la temperatura e potrebbero verificarsi precipitazioni che, al momento, non sembrano particolarmente abbondanti. Potrebbe tornare la neve sulle Alpi, riportando un contesto più invernale anche in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina, nella fase delle Paralimpiadi.
Nel frattempo, se la nebbia e la nuvolosità bassa dovessero persistere in pianura, avremmo un calo delle temperature massime rispetto ai giorni scorsi e un aumento delle minime già nel corso di questa settimana. Per la prossima, il calo termico appare più probabile rispetto a quanto sembrava in precedenza.
Al momento non sono attese ondate di gelo tardive degne di nota, ma marzo è un mese capriccioso e può innescare fenomeni atmosferici anche estremi in alcune annate. È anche il periodo della ripresa della stagione temporalesca.
Rimaniamo dunque a osservare l’evoluzione giorno per giorno.
Fonti e crediti:
Dati e proiezioni dei modelli matematici elaborati da ECMWF – https://www.ecmwf.int
Dati e aggiornamenti del modello americano NOAA – https://www.noaa.gov








