
In questi giorni la Lombardia si ritrova stretta in un braccio di ferro atmosferico dettato dalla sua stessa geografia. La catena delle Alpi, come sempre, decide il destino del nostro clima. Quando soffiano le correnti meridionali, si creano le premesse perfette per la pioggia, ma c’è un rovescio della medaglia: il termometro sale. In questo scorcio di Febbraio, il tepore umido ha letteralmente mangiato quel cuscinetto di aria fredda che resisteva pigramente in Pianura Padana. Eppure, nonostante il rialzo termico, la nebbia non ha mollato la presa. Stamattina, Domenica 15 Febbraio, Milano si è svegliata avvolta in un abbraccio bianco e fittissimo, specialmente nei quartieri centro-meridionali, con una visibilità ridotta a pochi metri. Un fenomeno quasi insolito per intensità in questa stagione, figlio di inversioni termiche e di un’umidità residua lasciata dalle precipitazioni di Sabato 14 Febbraio.
Parlando di piogge, i dati ci dicono che il settore di pianura ha ricevuto accumuli discreti, mentre l’arco alpino e quello prealpino sono rimasti quasi all’asciutto. La Neve, ormai, è diventata una signora aristocratica che si concede solo alle alte quote, generalmente sopra i 1300 o 1500 metri. Vedere i fiocchi imbiancare i tetti sotto gli 800 metri è diventata una rarità statistica, per non parlare della Pianura Padana, dove le nevicate vengono spesso promesse dai modelli matematici per poi svanire nel nulla come un miraggio.
Nelle prossime ore il quadro cambierà di nuovo. Una massa d’aria fredda in discesa da nord sta innescando il favonio, il vento di caduta che già si fa sentire sulla Lombardia occidentale. L’effetto è immediato: l’aria si scalda per compressione e pulisce il cielo. Oggi, Domenica 15 Febbraio, le temperature massime in pianura toccheranno i 15°C. Non è l’anticiclone africano stavolta, ma il respiro delle Alpi che, scendendo, si surriscalda regalandoci una visibilità eccellente e un calo drastico dell’umidità.
Il futuro prossimo, però, resta movimentato perché il flusso oceanico non si ferma. Già in serata una nuova perturbazione lambirà i confini settentrionali, portando neve in Valle d’Aosta e sul crinale piemontese, con qualche fiocco possibile a Livigno o Madesimo. Per il resto della regione, la giornata di Lunedì 16 Febbraio sarà grigia e nuvolosa, segnata dal passaggio di piogge rapide e poco consistenti, con un calo delle massime dovuto proprio alla mancanza di sole.
La vera svolta potrebbe arrivare verso Giovedì 19 Febbraio. I modelli indicano la formazione di un minimo di bassa pressione sul Golfo Ligure, una configurazione che solitamente non perdona. Se confermata, avremmo un peggioramento marcato su tutta la Lombardia, con piogge copiose in pianura (attorno ai 15 millimetri medi) e un deciso calo della quota neve. Sulle Alpi potrebbero cadere tra i 15 e i 25 centimetri di neve fresca, una manna per le stazioni sciistiche.
Guardando ancora più avanti, verso il 20 Febbraio, l’incertezza regna sovrana. C’è una possibilità che correnti gelide dalla Scandinavia riescano a sfondare verso il Mediterraneo, ma la protezione delle Alpi rende sempre difficile prevedere quanto freddo riuscirà effettivamente a depositarsi nei bassi strati. Per ora, registriamo un cambio di passo sulla Penisola Iberica, dove l’alta pressione sta finalmente bloccando quel flusso d’aria calda che dai Caraibi arrivava fin sul clima lombardo. Insomma, l’inverno sta provando a giocare le sue ultime carte, ma per la certezza di un vero crollo termico dobbiamo ancora pazientare qualche giorno.
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